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Gruppo Speleologico Sacile

IL TERRITORIO



LA SPELEOLOGIA NELL'AREA DELLA DESTRA TAGLIAMENTO
(Relazione presentata all'incontro di Muggia (TS) il 13 giugno 1998.)

L'area della Destra Tagliamento, che con una certa approssimazione possiamo identificare con la Provincia di Pordenone, comprende una superficie di circa 1.000 Kmq di territorio montano, di natura prevalentemente carsica.

Le cavita' finora catastate sono 680, delle quali 19 superano i 100 metri di profondita, 36 superano i 100 metri di sviluppo e 8 superano il chilometro.

Possiamo distinguere, in relazione all'attivita' speleologica, le seguenti aree carsiche:

Area del Cansiglio - Cavallo, quota 1000-1500 m, che interessa i Comuni di Caneva, Polcenigo, Budoia, Aviano, con sconfinamento nella Regione Veneto. In quest'area sono ubicate circa 200 cavita' , tra cui le piu' note sono il Bus de la Lum (15 Reg), l'Abisso X (2036 Reg.), l'Abisso Paradise (905 Reg) e piu' in basso la Risorgiva del Gorgazzo (61 Reg).

Area del Montelonga - Valcellina, quota 1000-1200 m, che interessa il Comune di Barcis e Montereale Valcellina. In quest'area sono conosciute 27 cavita' , tra cui, alla base del massiccio, la nota Grotta della vecchia diga (Grotte della Valcellina, 786 Reg).

Area del Pradut - Resettum - Dosaip, quota 1600 m, che interessa il Comune di Claut. In quest'area sono ubicate circa 25 cavita', tra cui la piu' nota e' il Landri Scur (127 Reg).

Area del Monte Lodina - Busa di Vediei, quota 2000 m, che interessa il Comune di Cimolais; in quest'area oggetto di recenti scoperte di cui si dira' , sono state trovate 50 cavita' .

Area del Monte Ciaorlec, quota 1000 m, che interessa i Comuni di Meduno Travesio, Castelnuovo, Tramonti di sotto; In quest'area sono ubicate circa 70 cavita' , delle quali le piu' note sono la Fontana Rugat (352 Reg) e, piu' in basso la Grotta della Foos (507 Reg);

Area di Pradis - Pradis di sopra - Pielungo - Val d'Arzino, quota 500 - 700 m, che interessa i Comuni di Clauzetto e Vito d'Asio: In quest'area sono note 160 cavità, tra cui le piu' note sono, oltre alle turistiche Grotte Verdi, le Grotte di La Val (797 Reg), Inghiottioio del Noglar (515 Reg), l'Inghiottitoio dell'Arco Naturale (1249). in Provincia di Pordenone esistono attualmente tre Gruppi speleologici: Il Gruppo Speleologico Pradis, con sede a Clauzetto, nato nel 1966, l'Unione Speleologica Pordenonese - CAI, con sede a Pordenone, nata nel 1980 dalla fusione dei preesistenti "Gruppo speleologico Idrologico Pordenonese (anno fondaz. 1967) e Commissione speleologica Jama - CAI" (anno fondaz. 1975), il Gruppo Speleologico Sacile , con sede a Sacile, nato nel 1971, come sezione del Centro Italiano Soccorso Grotte. Da ormai parecchi anni e' uscito dalla scena il Gruppo Speleologico di Meduno che aveva sede nel Comune omonimo.

Comincio dalle esplorazioni fatte alla famosa cavita'  Landri Scur (127 Reg), ubicata nella Zona del Monte Pradut e gia'  nota nel secolo scorso, nella quale, nel 1982, gli Speleologi di Pordenone e Sacile forzando una frana, trovavano impensabili sviluppi. Le esplorazioni ed i rilievi, possibili solo in alcuni mesi dell'anno a causa di un sifone temporaneo, richiesero l'allestimento di un campo base e durarono alcuni anni, portando alla scoperta di oltre 3.000 m di gallerie, oltre a quelle gia'  note e di numerosi camini, taluni esplorati in artificiale per oltre 100 m. Attualmente la grotta ha uno sviluppo di 4322 m.

Sempre nella zona del Pradut - Resettum, rilevante e' stata la scoperta nel 1982 da parte degli Speleologi pordenonesi, del Fontanin Del Fratte (3896 Reg), unâ'imponente risorgiva di 1012 m di sviluppo e dislivello positivo di 396 m.

Sul monte Cornetto, una zona speleologicamente quasi sconosciuta, nel 1989 gli speleologi di Sacile individuavano da lontano una grande apertura su una parete rocciosa e raggiuntala con non poche difficolta'  scoprivano l'Antro Tienamen (4761 REG), cosi' battezzato per la concomitanza con i noti avvenimenti. Si tratta di una grande risorgiva attiva con 250 m di sviluppo e 88 m di dislivello positivo.

Alle pendici del Monte Resettum, notevoli proseguimenti sono stati trovati in tempi recenti, sempre dagli speleo Sacilesi alla Grotta del Monte Fratte, detta Grotta 13 (1527 REG), che dai 95 m iniziali, raggiunge ora i 500 m di sviluppo, tutt'ora in fase di rilievo

Sempre agli ultimi anni (dal 94 in poi), risalgono le importanti scoperte nell'area carsica "Busa di Vediei", sita a quota 2.000 m, tra il monte Lodina ed il monte Duranno, in Comune di Cimolais. Le ricerche ed esplorazioni effettuate dagli instancabili Soci del Gruppo Triestino Speleologi hanno portato alla scoperta di una cinquantina di piccoli inghiottitoi, tra i 5 e i 30 m di profondità e soprattutto alle notevoli cavita'  Buca delle Manzette (5183 REG) avente 1500 m di sviluppo e 425 di profondita'  e Buca Mongana (5670 REG) che, con 2.000 metri di sviluppo e 450 m di profondita' , risulta essere la cavita'  piu' profonda della Provincia e la terza come sviluppo.

Le numerose battute di ricerca nell'area del Monte Ciaorlec, vicino a Meduno, effettuate dai Soci dell'U.S.P., hanno portato alla scoperta di una trentina di piccole cavita'  tra cui emerge la Grotta del nido (5116 REG), profondita 25 m e sviluppo 150 m.

Nella zona di Pradis - Pielungo, tra le numerose cavita'  scoperte negli anni dal Gruppo Speleologico di Pradis, ricordiamo la Grotta dell'Orso (Risorgiva a Ovest di Ominutz, 4990 REG), svil. 490 m e prof. 61 m, nota per i ritrovamenti paleontologi e le particolari morfologie e la Grotta Giordani (Inghiottitoio a N-W di Planelles, 5494 REG), avente sviluppo di 201 m e prof. 81. Piu' recente e' il rilievo della Grotta Battei (5501 REG), sviluppo 140 m, effettuato congiuntamente dal G.S. Pradis e G.S. Sacile.

Interessante, in Val d'Arzino anche la Grotta delle eccentriche (4992 REG), sviluppo 250 m, scoperta dal G.S. Sacile negli anni 80 e la nuova risorgiva battezzata "E non finisce qui", scoperta pochi mesi fa dal G.S. Pradis e avente sviluppo di 160 m.

Degni di nota anche i proseguimenti rilevati dagli speleologi Sacilesi nell'Inghiottitoio di Juris (1610 REG), in localita'  Pielungo: oltre 200 m di meandro con risalita in artificiale di due camini per un'altezza di 90 m.

Fece notizia, a suo tempo, la scoperta, sempre da parte del G.S. Sacile, di una seconda entrata alla nota e labirintica cavita' Fossa del Noglar (515 REG), 2.800 m di sviluppo, tramite il collegamento della stessa con l'Inghiottitoio a N-O di Battei (2491 REG).

Citiamo inoltre i recenti proseguimenti scoperti dal G.S. Pradis all'Inghiottitoio dell'Arco naturale (1294 REG) e dal G.T.S. all'Inghiottitoio di Mineres (950 REG), entrambi in localita'  Pradis di sopra.

Sul Montelonga, assieme ad una mezza dozzina di piccole cavita' , venne trovato nel 1983, dagli Speleologi di Sacile e Pordenone, l'Abisso Vazzoler (4670 REG), avente 203 m di profondita'.

Nella zona del Cansiglio - Cavallo, sono stati rilevati dal G.S. Sacile e dal U.S. Pordenonese una quindicina di nuovi pozzi con profondita'  tra i 10 ed i 35 metri e la Grotta Mauro Camuccio (5324 REG), profonda 64 m. Rilevante anche la scoperta, da parte del Gruppo Speleologico di Belluno del Pozzetto dei Bellunesi (3506 REG), cavita'  che, tramite una successione di pozzi, si immette nel pozzo terminale del contiguo Bus del la lum (15 REG), 180 m di profondita'.

Merita infine ricordare, tra l'attivita'  esplorativa, l'impegno nell'attivita'  speleosubacquea, tra cui: l'effettuazione di un nuovo e piu' preciso rilievo della Risorgiva del Gorgazzo (61 REG), effettuato nel 91 da speleosub del G.S. Sacile e del Centro Pordenonese Sommozzatori, che in quell'anno organizzarono anche un convegno nazionale sulle tecniche di esplorazione subacquea.

Altre esplorazioni di sifoni sono state effettuate dai Sacilesi alla Risorgiva dell'acqua negra (1709 REG), in localita'  Pielungo e alla Ciasa de lis Aganis (229 REG) presso Vito d'Asio.

Gli speleosub dell'U.S. Pordenonese hanno effettuato invece varie esplorazioni oltre il sifone terminale della Grotta della vecchia diga (Grotte della Valcellina 786 REG), rilevando oltre 500 m di percorso e risalendo in artificiale due camini di 30 m e 40 m.

Sempre gli speleosub dell U.S.P., forzando il sifone terminale alla Grotta della Foos di Campone (507 REG), scoprivano e rilevavano oltre 1.000 m di cavita'.

In abbinamento all'attivita'  esplorativa, non si puo' dimenticare la notevole attivita' catastale svolta in questi anni nella nostra provincia, consistente nel rilievo delle cavita'  di nuova scoperta, nell'aggiornamento di vecchi rilievi e, non da ultimo, nel riposizionamento delle cavita'  sulle C.T.R. in scala 1:5.000.

In talune aree ad alta densita'  di cavita' , come ad esempio quella del Cansiglio - Cavallo, causa la carenza di punti di riferimento ed i limiti derivanti dall'impiego della cartografia 1:25.000 usata fino a poco tempo fa, le posizioni delle cavità risultano alquanto imprecise e qualche grotta addirittura introvabile.

Pertanto l'attivita' di riposizionamento delle cavita' e' gia' da tempo uno degli obiettivi primari degli Speleologi della nostra provincia e a tal proposito ricordo che gia'  nell'anno 1989 veniva realizzato, primi in regione, un programma informatico per la gestione dei dati catastali; programma recentemente integrato con i rilievi delle cavita'  e rivelatosi di grande praticita' d'uso ed utilita'.

Nel campo divulgativo e culturale quello che si fa non e' mai troppo; mi sembra vi sia ultimamente un rinnovato interesse per la didattica speleologica e questo e' in se' sicuramente positivo.

Una certa cautela va posta, a mio avviso, quando si tratta dell'utilizzo delle cavita', sia esso per uso didattico, che turistico, e il confine tra le due cose non eì poi cosi' netto.

"Turismo sostenibile" e' una bella parola ed anche molto di moda. Ma quando vediamo quello che e' stato fatto in alcune grotte del Friuli, gli speleologi hanno buoni motivi per essere allarmati.

Voglio chiudere questo mio intervento proprio con la speranza di un maggior impegno di tutti gli speleologi sul problema della tutela delle grotte e l'auspicio che gli anni 2000 ci portino finalmente la tanto attesa legge sull'argomento, che non risolvera'  certo tutti i problemi, ma sara'  sicuramente un grande passo avanti.

Trieste 13 Giugno 1998